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giovedì 6 febbraio 2014

Abstergo - Tra vecchio e nuovo setting

>> English translation here << 

Senza l'antagonista, l'eroe non esiste. Partendo da una condizione di neutralità, il nemico, per un motivo più o meno solenne, col suo operato crea una condizione anomala che il paladino deve risolvere. In quest'ottica di Causa-Effetto si intravede dunque la preponderanza del ruolo dell'avversario.
Benché Ubisoft sia partita col voler mostrare due prospettive dello stesso oggetto di analisi in una maniera più sottile e relativa (che possiamo grossolanamente riassumere con la Pace ottenuta con la libera scelta VS la Pace imposta), negli anni, che ci piaccia o meno, il discorso è passato in secondo piano in favore di una dicotomia più marcata e facilmente constatabile che vede gli Assassini rappresentare il bene e i Templari il male.

Questa perdita di senso, questa dualità che tende all'ovvio, è dovuta ad alcune scelte di sceneggiatura tali da far apparire i nemici come atroci e senza scrupoli. Al contrario i personaggi impersonati dall'utente si macchiano di gravi colpe ma per un fine mostrato come più solenne.

Ecco che, ad esempio, tra un Bill Miles che manda in una missione suicida Lucy e Clay e un Vidic che mette in piedi un doppiogioco e si accanisce sui soggetti di analisi, quest'ultimo suscita maggior risentimento. Ciò è dovuto anche a una caratterizzazione delle fazioni molto sbilanciata: la Abstergo ad oggi ha mostrato molti più lati controversi rispetto all'Ordine degli Assassini, molti più particolari della sua identità. Torture, complotti, esperimenti utopici e scelte etiche dubbie, che hanno permesso all'utente di farsi un'idea molto più chiara e dettagliata dei Templari, piuttosto che degli Assassini. Questo risultato è in parte figlio delle continue modifiche al plot che, pensato inizialmente per una trilogia, è stato ridefinito per una saga ad ampio spettro.
A testimonianza di questo moto rivoluzionario gli innesti periodicamente introdotti.

Mantenendo quest'ottica delle cose, analizziamo rapidamente lo status della nemesi nel tentativo di capire o quantomeno provare a intuire che piega prenderà la saga nel prossimo futuro, quale sarà il suo ruolo e quello degli eroi che li fronteggiano.

Abstergo - Between old and new setting

Without the antagonist, the hero does not exist. Starting from a condition of neutrality, the enemy, for a more or less solemn reason, with his work creates an abnormal condition that the paladin has to solve. In this view of Cause and Effect can be seen, therefore, the preponderance of the role of the opponent.
Ubisoft started with the intention of showing two views of the same object of analysis in a more subtle and relative manner (which can roughly be summed up with the Peace obtained by free choice VS the imposed Peace), over the years this way to show a conflict has sometimes changed in favor of a more pronounced dichotomy that sees the Assassins and the Templars represent the good and the evil.

This duality is due to some scriptwriting choices such as to show the enemies as atrocious and unprincipled. On the contrary, the characters impersonated by the player are guilty of serious crimes but for a purpose shown as more solemn.

Here, for example, between a Bill Miles who sent on a suicide mission and Lucy Clay and Vidic who sets up a double-cross and rages on the subjects of analysis, the latter arouses more resentment. This is also due to an unexpectedly deep characterization of the factions: the Abstergo to date has shown many more controversial sides than the Order of the Assassins, many more details of its identity. Torture, plots, utopian experiments and dubious ethical choices, which allowed the user to get a much clearer and detailed idea of the Templars, rather than of the Assassins. This result is in part due to the constant changes to the plot that, initially conceived for a trilogy, has been redefined for a broad spectrum saga.
As evidence of this revolutionary movement we have new parts periodically introduced.

Keeping this view of things, let’s quickly analyze the status of the nemesis in an attempt to understand or at least try to guess how it will turn the franchise in the near future, what will be its role and the role of heroes who face them.

giovedì 24 gennaio 2013

Agonia ed Estasi in 5 atti: Daniel Cross

Con questo pezzo si chiude la serie di tre dedicata ai tre main characters più maltrattati della saga. Lasciato per ultimo (ironia della sorte), Daniel Cross è senza ombra di dubbio il personaggio a cui è stato concesso il trattamento più infelice. Dapprima snobbato, poi apprezzato e poi ancora silurato miseramente, Cross è il personaggio col curriculum più altalenante di sempre.
Tuttavia è un personaggio su cui confluiscono talmente tante curiosità e tasselli narrativi determinanti da non poterne ignorare l'esistenza (dovrei esprimere questo pensiero al passato, ma andiamo oltre.).
Cross infatti, nel suo piccolo ruolo sul palco, è una delle colonne portanti della storia. Vediamo qui di seguito in che modo il suo operato ha influenzato la saga di Assassin's Creed.

martedì 1 novembre 2011

L'Inverno dell'Ordine - reboot

L'articolo che segue è una versione sostitutiva dei contenuti bloccati in seguito al reclamo di "Markuz" Marco Chiacchiera. Contenuti di libera divulgazione di proprietà de Le Verità dell'Animus.

Assassin's Creed The Fall è la prima di due parti di un racconto che introduce ed approfondisce il personaggio di Daniel Cross. Superata la foga della prima lettura tuttavia si può notare, nella più classica delle strutture narrative, che le sue vicende si intrecciano ad altre. Alcune di queste generano una sottotrama che fa da fondale alle vicissitudini di Soggetto 4 permettendo di comprendere anche qualcosa di più sullo stato del frammentario Presente della saga.

Questi indizi delineano un quadro politico piuttosto interessanti che vanno a costituire una guerra fredda, un modo silente per perpetrare la lotta che Assassini e Templari hanno generato all'alba dei tempi a partire da Caino fino a Desmond Miles e soci.